Brianzecum

ottobre 8, 2009

INVECCHIAMENTO ATTIVO

I genetisti assicurano che il Dna dell’uomo è programmato per una vita di almeno 120 anni – se fossimo capaci di non ammalarci, ovviamente. Dopo la quarta età, indicativamente sopra gli 80 anni, si parla già di una quinta età per gli ultra centenari – sempre meno rari. In ogni caso è ben noto che nella nostra società vi è un marcato invecchiamento della popolazione, cioè aumenta la percentuale di vecchi sulla popolazione totale. Questo invecchiamento ha aspetti positivi, come la minore mortalità e il conseguente allungamento della vita (speranza di vita) e aspetti problematici, legati alla minore natalità e minore fertilità, con modifiche nella struttura della popolazione. Implica problemi economici e sociali, ad es. la dipendenza economica da un minor numero di persone in età produttiva. Per complessi motivi si verifica inoltre l’abbassamento dell’età a rischio di estromissione dal mercato del lavoro (mentre in precedenza l’età a rischio era attorno ai 55 anni, si è passati ai 45 anni e oggi si parla anche di rischi a partire dai 35). Le persone avanti nell’età sono concepite come risorse, essendo in grado di produrre beni e servizi, contribuendo così al benessere generale, oltre che al loro bene, dato che essere attivi è la condizione di una buona qualità della vita.

Diverse strategie sono state proposte per valorizzare queste risorse anziane, mentre l’Unione europea ha proposto la politica dell’invecchiamento attivo, come prolungamento della vita lavorativa e posticipazione del pensionamento. Il punto più importante, però, è forse la motivazione delle persone. Dall’esterno si può operare affinché non si sentano discriminate a causa dell’età, percepiscano il loro contributo come apprezzato, possano trarre il massimo vantaggio dalle competenze accumulate in precedenza, ecc. Ma è chiaro che le motivazioni attengono ad un atteggiamento personale e una cultura che vanno a lungo preparati e diffusi. Tra le proposte e le esperienze si possono ricordare gli sforzi di rendere più flessibile l’orario di lavoro, con part-time per gli anziani, forme di pensionamento graduale, job sharing (lavoro ripartito tra due o più persone) e simili. In tal modo si potrebbero attuare forme di affiancamento/tutoraggio da parte dei più anziani nei confronti dei giovani in entrata, quale esempio di solidarietà intergenerazionale. La premessa di tutto ciò è un problema culturale e sociale di grande rilievo: che venga diffusa l’attitudine allo studio e all’apprendimento durante tutta la vita (lifelong learning). A questo proposito, mentre un tempo si pensava che potesse bastare l’educazione elementare o quella dell’obbligo come base minima, oggi si è passati alla media superiore e in qualche paese si parla addirittura del livello universitario necessario per tutti. L’attitudine all’apprendimento dovrebbe essere diffuso ovunque con seminari, corsi, anni sabbatici ecc. Vanno inoltre ricordati i cambiamenti che sarebbero necessari sul piano della organizzazione familiare. Spesso la donna riveste un triplice ruolo: come madre, come lavoratrice e come addetta alla cura degli anziani. Anche qui sarebbero necessarie modifiche per rendere al contempo più flessibile l’inserimento del lavoro femminile, ma anche garantite le forme di sicurezza sociale che negli ultimi decenni, con la globalizzazione, si è cercato invece di smantellare. Si è parlato cioè di flexicurity: un misto di flessibilità e sicurezza. Tutto ciò è necessario ma non sufficiente a motivare le persone. Sembra importante ricordare due aspetti che sono all’opposto di quanto propinato quotidianamente dalla televisione e dagli altri media, nonché dalla politica-spettacolo, cui i media stessi ci hanno abituato: la cultura della solidarietà e della gratuità, nonché una certa visione della salute.

La gratuità, con la sua validità anche sul piano strettamente economico, è stata di recente rilanciata da Benedetto 16°nella enciclica Caritas in veritate. Eccone alcuni passaggi. L’essere umano è fatto per il dono (…). La gratuità è presente nella sua vita in molteplici forme (§ 34). Nell’epoca della globalizzazione, l’attività economica non può prescindere dalla gratuità, che dissemina e alimenta la solidarietà e la responsabilità per la giustizia e il bene comune nei suoi vari soggetti e attori. (..) La solidarietà è anzitutto sentirsi tutti responsabili di tutti, quindi non può essere delegata solo allo Stato (§ 38). Il binomio esclusivo mercato-Stato corrode la socialità, mentre le forme economiche solidali, che trovano il loro terreno migliore nella società civile senza ridursi ad essa, creano socialità (§ 39). Gratuità, socialità, responsabilità sembrano quindi le parole chiave per motivare ad un impegno di solidarietà sociale o intergenerazionale.

Il valore della salute. C’è spesso la convinzione che la salute possa essere facilmente acquistata… in farmacia. In realtà i farmaci non sempre consentono la salute come definita dall’OMS: “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale” e non invece come semplice assenza di patologie. C’è motivo per ritenere che l’alta attitudine ad ammalarsi degli umani possa essere ricondotta oggi ad un eccessivo consumismo farmacologico, e ancor più a quello alimentare. Se qualche decennio addietro la salute era compromessa dalla scarsità, oggi lo è dall’eccesso. Tra gli animali possiamo verificare che la salute e la lunghezza della vita sono assai maggiori per quelli liberi di seguire i propri istinti alimentari che non per quelli allevati in batteria, sia pure con criteri “scientifici”. Il segreto di una vita lunga e sana potrebbe essere dunque non tanto nella tecnologia, quanto nello scoprire e nel seguire le regole sobrie della natura, nascoste dai media.

*da una conversazione del prof. Luigi Frey, economista, con riflessioni a margine.DSCF1062

1 commento »

  1. […] di Keynes Contro la crisi della democrazia alzare l’asticella Persona e diritti umani Invecchiamento attivo Sovranità parola da abolire Vocazione universalista del costituzionalismo Due componenti per […]

    Pingback di ELENCO COMPLETO DEL MATERIALE DEL SITO « Brianzecum — ottobre 5, 2010 @ 2:30 PM


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