Brianzecum

agosto 17, 2008

(1,1-13) UN PERCORSO CHE PORTA AL DIALOGO


Sempre più di frequente dovremo confrontarci con la diversità e il pluralismo. Incontreremo persone di cultura, religione, etnia, mentalità diverse dalla nostra, con le quali dovremo convivere e collaborare. Il modo migliore per prepararsi al dialogo con le altre fedi, ricercando al contempo i fattori di unità tra i cristiani (ecumenismo), potrebbe consistere nel cercare di cogliere il nucleo essenziale della nostra fede, che è forse più facile da cogliere nel vangelo di Marco, data la sua stringatezza.

Il percorso. Già nelle parole iniziali di questo vangelo si prospetta l’avvio di un cammino che bisogna percorrere, con pazienza e fatica, per comprendere Gesù. Per Marco il termine vangelo indicava non semplicemente l’annuncio del Regno, fatto da Gesù, ma – più ampiamente – l’annuncio di Gesù ripetuto dalla Chiesa. Aveva quindi una dimensione ecclesiale e missionaria[1]. La strada è lunga, il discepolo è in ricerca, ha sempre dei dubbi, quando non addirittura angoscia; si confronta con gli altri. Il percorso è accidentato, i sentieri vanno appianati.

Il messaggio risulta chiaro subito dopo la descrizione del battesimo di Gesù operato da Giovanni Battista: Dio vuole che i discepoli si fidino di lui; se non incontri Gesù non incontri Dio. È interessante il confronto con il diverso atteggiamento del Battista. A differenza di Giovanni, Gesù non va volentieri nel deserto, né è entusiasta quando la gente va da lui: preferisce andare lui incontro agli uomini. Giovanni propone una ricerca religiosa: penitenza, ascetismo, lotta ai peccati. Gesù propone la Fede, l’affidamento a Dio misericordioso, ben sapendo che talvolta gli atteggiamenti moralistici possono essere controproducenti[2]. Pertanto quella di Gesù e quella di Giovanni sono due teologie e spiritualità diverse: non certo contrapposte, semmai complementari, segno di un pluralismo fisiologico e positivo. Il percorso della fede che Gesù propone è sempre diverso da quello che pensiamo. Il “seguimi” significa che dobbiamo fare esperienze di vita, percorrere il lungo cammino, fidandoci di lui e della grazia divina. La maturità che ne consegue porterà a conoscere direttamente il Signore, senza intermediari (Geremia 31,34). E questa non può che essere la via maestra per il dialogo ecumenico.

Il deserto dove si reca Gesù, sospinto dallo Spirito divino, ha importanti significati psicologici in questo percorso: “esso rappresenta il vuoto e la libertà interiore, (..) secondo la legge che recita: soltanto chi non ha niente da perdere acquista il coraggio della verità[3]. C’è anche un importante risvolto per il dialogo, dato che vige anche “la legge dello spirito che chi non abbia ancora trovato se stesso non possa neppure trovare la via per arrivare all’altro; sarà più facile che invada l’altro con le sue angosce e i suoi conflitti irrisolti”[4].

Un aspetto importante di questo percorso è che, scegliendo Dio, incontriamo gli altri: nel volto dell’altro – specie di chi soffre, è povero e ha bisogno di noi – c’è un raggio della luce divina. Ecco dove nasce il coinvolgimento per la situazione dell’umanità, specificamente per la pace, giustizia e salvaguardia del creato. L’impegno ecumenico non può prescinderne, non può rischiare di presentare una religione “oppio dei popoli”. Il dialogo con chi è diverso da noi nasce dall’attenzione agli altri e dal prendersi a cuore dei problemi di tutti.



[1] B. Maggioni, Il racconto di Marco, Cittadella editrice, Assisi 1985, pagg. 13-14.

[2] Per un alcolizzato, ad es., un predicozzo contro l’alcol potrebbe accentuargli i sensi di colpa e spingerlo a bere ancor più. Meglio sarebbe aiutarlo a scoprire i conflitti che hanno generato il suo male, a riacquistare fiducia e rendere superflua la sua fuga dalle responsabilità. E. Drewermann, Il Vangelo di Marco, immagini di redenzione, Queriniana, Brescia 1994, pagg. 119-120.

[3] E. Drewermann, cit., pag. 127.

[4] E. Drewermann, cit., pag. 126.

Per la riflessione:

-cercare di cogliere il nucleo essenziale della nostra fede;

-pazienza e fatica per comprendere Gesù;

-Dio vuole che i discepoli si fidino di Gesù;

-differenze tra Giovanni e Gesù;

-conoscere il Signore senza intermediari;

-chi ha il coraggio della verità?

-conoscere sé stessi per arrivare all’altro;

-scegliendo Dio incontriamo gli altri.


1 commento »

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