Brianzecum

gennaio 27, 2009

BASI TEORICHE PER UNA RIVALUTAZIONE DELLA NATURA?

SOTTOPOSTA A UN PRINCIPIO ORDINATORE IMPERSONALE

La tesi suggestiva di un giovane teologo e filosofo, Vito Mancuso, in un recente libro di successo[1], è che all’interno della natura (intesa nel senso dinamico originario, che fa nascere: infatti natura è contrazione di nascitura) Dio agisce “solo mediante un impersonale Principio Ordinatore che procede da lui nell’atto della creazione del mondo. Tale Principio è ciò che pone in ordine l’energia caotica in cui la natura inizialmente consiste. (..) A livello umano l’energia informe si chiama libertà e il Principio Ordinatore si chiama sapienza: l’intera vicenda umana consiste nell’ordinamento della libertà informe secondo la forma disciplinata e stabile della sapienza. Questo vale tanto per l’umanità nel suo insieme quanto per il singolo. (..) La sapienza, ben prima di essere una proprietà della mente umana, è la proprietà della natura e anzi può giungere a essere una proprietà della mente umana solo perché prima appartiene alla natura, di cui la mente umana è il risultato più alto” (pp. 303-304). L’idea che la sapienza è una proprietà della natura ribalta una tradizione millenaria secondo la quale si chiedeva agli uomini di prendere le distanze dalla natura, specie da quella inferiore (l’animalità), al fine di potersi elevare verso lo spirito. Secondo questa nuova proposta invece la natura potrebbe avere un importante ruolo normativo; pertanto sarebbe vantaggioso per l’uomo ricercare le leggi intrinseche alla natura e conformarsi ad esse.

Libertà. Sono interessanti anche le conseguenze deducibili da questa impostazione. “Il Dio trascendente e personale dà origine all’energia in cui il mondo materialmente consiste tramite l’impersonale Principio Ordinatore e poi, per suo tramite, solo per suo tramite, le dà forma. Tale ordinamento divino dell’energia ha un fine preciso: la nascita della libertà. Per questo il principio divino alla guida del mondo assume il volto dell’impersonalità. Se ci fosse un Supremo Ente personale alla guida del mondo (..) la libertà non potrebbe nascere. E infatti, non è nata in quelle coscienze che pensano il mondo supremamente governato dall’alto, di cui i fondamentalisti presenti in ogni religione sono la forma più emblematica. Non è certo un caso che chi pensa il mondo come governato inderogabilmente dall’alto generi sistemi politici in cui il potere (autoritario) discende inderogabilmente dall’alto” (pp. 304-305). “Ci sono persone per le quali il principio di fedeltà all’autorità è la cosa più importante, anche della luce della coscienza, e se la Chiesa gerarchica dice che una cosa è nera, essi, come voleva Ignazio di Loyola, dicono che è nera, anche se la vedono bianca. Si tratta di un atteggiamento anche riscontrabile altrove, per es. in politica, dove pure vi sono parrocchie, dogmi, autorità. C’è un bisogno di appartenenza dell’anima umana che spesso è più forte dell’esigenza di verità” (p. 314). Un’altra conseguenza è la conformità alla ragione – qualità intrinseca della natura umana – di ogni credenza che si accetta per fede, secondo un concetto che risale a S. Tommaso e Aristotele: porre “nei principi noti in base alla natura il criterio con cui leggere e vagliare la rivelazione storica, e non viceversa” (p. 312).

Evoluzione. Mancuso, come si sarà già capito, sostiene la visione evoluzionistica ereditata da Teilhard de Chardin. La sapienza cosmica, principio impersonale che governa il mondo, si manifesta nella crescita dell’ordine, della informazione, della complessità. L’impersonalità comporta che questa crescita avvenga spesso a spese del dolore dei singoli (sciagure naturali, malattie genetiche..). “Queste cose e molte altre ancora dimostrano che il mondo non è un disegno concluso, ma è un processo che si va in ogni minuto costruendo” (p. 309). Non c’è un settimo giorno in cui si possa considerare conclusa la creazione, come dice letteralmente la Bibbia. Questa cessazione va intesa, secondo Mancuso, come “il distacco tra il Dio personale trascendente che ha portato a termine il suo lavoro, e il processo evolutivo del mondo che non è per nulla terminato e che viene affidato all’impersonale sapienza cosmica quale Principio Ordinatore. È questo il volto con cui il Dio personale ed eterno si rende presente nel tempo. (..) Ancora oggi però per molti cattolici la forma abituale e naturale del pensare è rimasta l’altra: che il mondo è già costruito e che si tratta solo di conservarne intatta la natura” (p. 310).

In definitiva, se si esce dalla logica tradizionale e si recepisce questa prospettiva evoluzionistica, ecco che si delineano per l’uomo molteplici nuovi impegni: appellarsi alla razionalità e alla ricerca piuttosto che al principio di autorità, favorire l’evoluzione del mondo ai diversi livelli: educativi, politici, mediatici.., allargare la sfera delle libertà, ricercare la sapienza anche nella natura e sforzarsi per conformarvisi. Quest’ultimo obiettivo sembra particolarmente promettente nel campo della salute, dell’agricoltura, dell’alimentazione, forse anche dello sport, gli ambiti cioè che più hanno a che fare con gli equilibri naturali.


[1] Vito Mancuso, L’anima e il suo destino, ed. Cortina, Milano 2007.

Per riflettere:

-la vicenda umana consiste nell’ordinamento della libertà informe secondo la forma della sapienza;

-sapienza è proprietà della natura prima che dell’uomo;

-è vantaggioso ricercare le leggi della natura e conformarsi ad esse;

-la natura è regolata da un Principio ordinatore impersonale, che consente la libertà;

-chi pensa il mondo governato dall’alto genera sistemi politici autoritari, senza libertà;

-il bisogno di appartenenza è spesso più forte dell’esigenza di verità;

-il mondo non è un disegno concluso ma un processo che si va costruendo;

-nuovi compiti che si aprono con la prospettiva evoluzionistica.


Blog su WordPress.com.