Brianzecum

agosto 18, 2025

DALLA DEMOCRAZIA ALL’EMOCRAZIA

L’EMOZIONE CONTA PIÙ DI EVIDENZE O ARGOMENTAZIONI. TRUMP HA VINTO ADOTTANDO QUESTO PRINCIPIO INTRODOTTO DA BERLUSCONI

di Catherine De Vries * da: Repubblica Affari e finanza 18-11-2024

Politica in dramma.  L’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America per un secondo mandato mette a dura prova la democrazia americana. Molti commentatori, negli Stati Uniti e in tutto il mondo, si domandano come sia possibile che un politico noto per infrangere apertamente le regole, per la sua mancanza di correttezza e per il disprezzo verso la legge sia stato eletto una seconda volta. Si ricorre spesso a parole come “pagliaccio” e “buffone” per descrivere Trump o lo si definisce semplicemente inadatto al ruolo. Eppure, ciò che in superficie sembra una debolezza va visto anche come la sua vera forza. Trasformando la politica in un dramma, Trump attrae un pubblico che non ha mai considerato la politica interessante, ma che ora, stimolato nelle sue emozioni, la trova profondamente coinvolgente.

Imprenditori politici.  Trump è in molti modi unico, ma non è un caso isolato. La sua ascesa nel sistema politico americano fa parte di una tendenza più ampia di “imprenditori politici” che attingono a tecniche di intrattenimento per spostare il dibattito politico dalle evidenze e dagli argomenti verso emozioni e sentimenti. È una tendenza che sta emergendo in tutto il mondo: un passaggio dalla democrazia a ciò che potremmo chiamare “emocrazia”. L’emocrazia descrive un sistema politico in cui il dibattito è guidato da emozioni e sentimenti piuttosto che da evidenze e argomentazioni; in cui l’attenzione, piuttosto che il contenuto, è la moneta della politica; in cui la differenza tra mentire o dire la verità conta molto meno della differenza tra ciò che è intrattenimento e ciò che è noioso. Questo passaggio dalla democrazia all’emocrazia aiuta a capire perché la politica oggi sembra crollare sotto il peso delle questioni cruciali che caratterizzano il momento. La richiesta di cambiamento politico per affrontare le sfide attuali – dalle disuguaglianze al clima, dalla migrazione alle guerre – non è mai stata così forte, eppure lo spazio politico per trovare soluzioni non è mai apparso così limitato.

Il cambiamento nei media.  Il secondo fattore è rappresentato dai cambiamenti nel panorama dei media. Trump, come Berlusconi, ha saputo adattarsi, facendo campagna sui social media e ottenendo una risonanza nei media tradizionali. I contenuti emotivi sono risultati più digeribili per una larga parte dell’elettorato e decisamente più coinvolgenti. Unendo i fattori dell’offerta e della domanda – l’ascesa degli imprenditori politici che stravolgono le regole e si concentrano sulle emozioni, e una nuova generazione che consuma “infotainment” online – emerge l’emocrazia: un sistema politico in cui il sentimento prevale sui fatti. Tuttavia, di fronte alle sfide enormi che dobbiamo affrontare, abbiamo bisogno che sia l’evidenza a guidare le nostre politiche. Non le emozioni.

* Scienziata politica, presidente dell’Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi

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