EFFICACIA DEGLI STRUMENTI DI LIBERAZIONE
Il terrorismo suicida è un fenomeno recente nella storia dell’umanità e anche piuttosto inedito. L’occidente lo ha subito relegato nella categoria del fanatismo islamico, senza domandarsi se dietro di esso si nascondano situazioni umane o sociali insopportabili, fame, disperazione o altro. Non è possibile, ovviamente, punire chi si è immolato uccidendo, ma la strategia dell’occidente ha imboccato ancora una volta la via della violenza e della guerra, sentendosi autorizzato ad estirpare “alla radice” ogni covo di terrorismo, per evitarne il ripetersi in futuro. Forse però qualcosa è stato sbagliato se il fenomeno continua a ripetersi nel mondo, nonostante i mezzi profusi e l’uccisione del mandante Bin Laden, lo sceicco della morte. Forse per trovare le radici del terrorismo bisogna scavare più a fondo e usare mezzi più efficaci. Cerchiamo dunque di capire le ragioni di fondo da cui può essere nato questo tragico atteggiamento dei terroristi suicidi.
Potere e violenza. Si deve premettere che dopo la caduta del muro di Berlino l’islamismo è rimasto la maggiore (pressoché l’unica) forza che nel mondo tende ad opporsi al potere traboccante dell’occidente. In effetti molti islamici rimproverano all’occidente di essere una civiltà atea, senza anima, di avere un comportamento egoista, consumista, inquinante, che sfrutta gli altri popoli, affama, uccide. Eserciterebbe, in altri termini, un potere violento sul resto del mondo. Per vedere il fondamento di questa affermazione è bene ripercorrere brevemente l’origine dello sviluppo occidentale, non senza aver prima chiarito i termini. Potere è un dominio esercitato nei confronti degli altri, anche contro la loro volontà, e può manifestarsi attraverso molteplici forme: superiorità tecnica o economica, coercizione, repressione, manipolazione… La violenza è un’espressione estrema del potere, sempre esercitata contro la volontà di chi la subisce. Potere e violenza (che spesso si accompagnano) sono da mettere in relazione anche con lo squilibrio tra chi esercita e chi subisce: il potere di manipolazione esercitato dalla televisione sui bambini, ad es., può essere considerato come vera e propria violenza – se pure di solito restiamo indifferenti. Le forme di potere e violenza più sofisticate e recenti, ma non certo meno temibili, passano oggi attraverso vie immateriali, come la comunicazione mediatica e tendono a semplificare, omologare, ridurre il senso critico, la diversità e la complessità sociale.
Sviluppo del potere occidentale. Così definito, non è difficile scorgere nello sviluppo del potere la caratteristica centrale della storia dell’occidente, con un ricorso alla violenza – nei suoi diversi aspetti – tutt’altro che infrequente. Già nei primi secoli del cristianesimo la svolta costantiniana può essere considerata un cedimento della chiesa alla logica del potere, più che la conversione dell’impero al cristianesimo, come di solito viene descritta. Ma il grande sviluppo del potere occidentale cominciò nell’era moderna, col fiorire dei commerci, delle tecniche, delle arti, le scoperte geografiche, poi la colonizzazione e la rivoluzione industriale. Alla base di questo sviluppo vi furono anche idee che subordinavano l’etica all’utilitarismo ed all’economia. Il potere dell’occidente sul resto del mondo ha raggiunto una superiorità schiacciante per quasi tutte le componenti del potere stesso: militare, tecnologico, economico, mediatico… È ovvio che nel resto del mondo possano nascere sentimenti di rancore e di opposizione contro questa superiorità, specie in concomitanza con guerre, carestie o altre situazioni che possano attribuire all’occidente la responsabilità ultima dei loro mali. Nel primo anno della crisi economica mondiale nata negli USA nel 2008, ad es. il numero di persone sottonutrite nel mondo è aumentato di 100 milioni: ecco chi paga il maggior prezzo delle “nostre” difficoltà economiche.
La prevenzione radicale di ogni forma di terrorismo potrebbe consistere nella giustizia. Oggi si contrappone un miliardo di affamati nel sud del mondo ad un opulento occidente quotidianamente alle prese con le malattie del benessere – in gran parte dovute all’eccesso alimentare. Con l’accentuarsi degli squilibri il terrorismo potrebbe moltiplicarsi, qualora si percepisse l’aspetto sfruttatore dello sviluppo invece di quello di fenomeno da imitare – indicato dai media. Ma forse ciò che è più rilevante è la fiducia nella violenza che nasconde. Per secoli l’occidente cristiano ha creduto che la violenza fosse la via più rapida per vincere il male. C’è voluto un orientale come Gandhi per dimostrare che, al contrario, la violenza aumenta il potere del male e genera altra violenza. Abbracciando la non violenza – scoperta sia nelle sue radici induiste, sia come essenza del messaggio evangelico – Gandhi ne ha dimostrato l’eccezionale efficacia con l’incredibile vittoria dell’India sul potere coloniale inglese, ottenuta appunto col boicottaggio e altri strumenti non violenti. Pertanto gli oppressi devono cercare con intelligenza vie diverse da quelle del potere che li opprime, se vogliono liberarsene definitivamente: alla violenza va data una risposta non violenta.
Da questi brevi cenni si può rilevare quanto l’occidente dovrebbe rimettere in discussione il proprio sviluppo, anche in relazione al resto del mondo. Magari alla luce di un termine che per due secoli è stato escluso dal linguaggio economico: reciprocità. Il terrorismo potrebbe essere la spia di un allarme assai più grave di quanto si tende a descrivere: l’esito finale di una cultura della violenza che è stata coltivata ed esportata dallo stesso occidente. La reazione sia dei terroristi che dell’occidente sono entrambe errate perché violente. Per essere efficaci avrebbero dovuto porsi su un piano totalmente diverso dalla controparte, in particolare quello culturale, immateriale. È questo il piano su cui si stanno spostando anche le forme più sottili di sfruttamento e di potere. Ma per fortuna anche ai poveri è dato disporre di un’arma potente: quella dell’intelligenza.
Per riflettere:
-il terrorismo suicida è solo fanatismo islamico o nasconde un malessere più profondo?
-islamismo come unica forza che può oggi contrastare il potere occidentale;
-correlazione tra potere e violenza;
-tappe nello sviluppo del potere occidentale;
-giustizia come prevenzione radicale;
-efficacia della non violenza;
-spostarsi sul piano immateriale;
-intelligenza come unica arma a disposizione di tutti.
