I piromani La Valle
L’amore che rende tutti amici De Capitani
La concretezza della via verso il sogno Casati
Appoggio a papa Francesco Boff
La parte nascosta di Dio e degli uomini De Capitani
Segni dei tempi o barbarie dei tempi?
Una chiesa ancora costantiniana? Xeres
La parola della croce (Castenetto)
Responsabilità del laicato (Cereti)
A sua immagine e somiglianza (Stefani)
Sul disastro antropologico Meic Sardegna
La laicità dei credenti (Stefani)
Le scissioni della cultura contemporanea (Dotti)
Impresa sociale (Dotti)
Introdurre principi democratici nell’economia e nell’informazione (Piana)
in 20 schede didattico-divulgative,oltre ad una introduttiva-metodologica
0. Introduzione: La verità delle scritture
1. (1,1-13) Un percorso che porta al dialogo
2. (1,14-20) Conversione
3. (1,21-45) Fare, non solo dire
4. (2,1-3,6) La novità dell’evangelo
5. (3,7-35) L’anticristo che c’è in noi
6. (4,1-34) Annunciare in parabole
7. (4,35-5,43) Crescere nella fede
8. (6,1-56) Quale missione?
9. (7,1-37) Rischiare nella fede
10. (8,1-26) Occhi per vedere oltre le apparenze
11. (8,27-9,13) Via della croce e destino di felicità
12. (9,14-50) Fede in Dio e fiducia negli uomini
13. (10,1-52) Autorità ai piccoli
14. (11,1-33) Il culto decaduto
15. (12,1-44) Totalità per il discepolo
16. (13,1-37) Vigilare, cioè impegnarsi nel presente
17. (14,1-21) Fede o disperazione
18. (14,22-31) Eucaristia: la vita come dono
19. (14,32-15,47) “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”
20. (16,1-20) Nell’assenza di Dio, la resurrezione
2001
Uomo nuovo che guarda alla terra
2006
Difendere la tradizione dai tradizionalisti (Stefani)
Pace e laicità tra derive clericali e laiciste
2007
Dalla cristianità alla pace per tutti (Stefani)
È più importante la verità o la pace? (Stefani)
Il modello biblico di liberazione e pace (Stefani)
Memoria e profezia per costruire la pace (Stefani)
Bonhoeffer testimone di fede e laicità (De Bernardis)
L’impegno di Bonhoeffer per la pace (De Bernardis)
2008
Ha ancora senso la difesa armata nell’era atomica? (Stefani)
Segni dei tempi o barbarie dei tempi? (Stefani)
Riconciliazione, perdono, verità: guardare avanti (Stefani)
Vocazione universalista del costituzionalismo (Onida)
Sovranità parola da abolire (Onida)
2009
Come se Dio ci fosse o non ci fosse? (Stefani)
Cristianesimo: religione o fede? (Stefani)
Inculturazione critica della fede (Stefani)
Non sempre la storia partorisce la verità (Stefani)
Superare i dualismi del passato (Stefani)
Quali fondamenta per la democrazia? (Totaro)
Contro la crisi della democrazia alzare l’asticella (Totaro)
Verso un nuovo individualismo? (Totaro)
Paura o speranza? (Boccaccini)
Rivalità o collaborazione tra Stato e chiesa? (Boccaccini)
Integrare gli immigrati conviene (Boccaccini)
2010
Parrocchia e vocazione messianica
2011
Storia, Tradizione, prospettiva escatologica Stefani
2012
La coscienza da un concilio all’altro Stefani
Il nostro Dio è il Dio di tutti Stefani
2017 (Torre Pellice)
La parola della croce Stefani
” La violenza è l’ultimo rifugio degli incompetenti” Isaac Asimov
LINKS:
http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it/06aprile2013/assemblea06042013.asp (sull’enciclica Pacem in terris)
http://www.ildialogo.org/LeInC.php?f=12&s=pace
IN QUESTO SITO:
L’uso militare nascosto della tecnologia 5G Dinucci
Fu un sacrificio (caso Moro)
Il pianeta delle armi Caddalanu
L’amore come risposta alla crisi La Valle
La pace che viene dal profondo De Capitani
I piromani La Valle
Verso un mondo meno violento? La Valle
Che cosa è la non violenza cristiana Drago
La nonviolenza messaggio di papa Francesco 1-1-2017
Appoggio al messaggio del papa WaC
Pace come completezza De Capitani
L’egocentrismo è mortale Peyretti
Matite temperate e fucili spezzati
L’intervento militare secondo due cardinali Stefani
Le buone notizie che non piacciono al potere Giorgi
Difendiamo i nostri bambini Giorgi
Breve storia della violenza Giorgi
Con tutti i perseguitati Sequeri
La non esaudita preghiera della pace Stefani
Pace e Resistenza Cadalanu
Democrazia e difesa Peyretti
No F 35 Appello
L’irresistibile attrazione del vecchio La Valle
USA: uno Stato fallito? Galtung
Un Dio punitore? Stefani
Violenza: non avrai altro Dio Mancuso
Violenza: quel giusto equilibrio tra cuore e mente Mancuso
Papa Francesco e la economia politica dell’esclusione Boff
Non esiste violenza naturale nell’uomo Giorgi
Prevenire alla radice Giorgi
Al principio dell’autunno Stefani
Appello di Zanotelli su armi e politica
Appello di Pax Christi per le elezioni
Giornata mondiale della pace De Capitani
Un diritto non è mai un pericolo Saraceno
Pier Cesare Bori Peyretti
Nonviolenza e Teologia della liberazione Drago
Tagli alle spese militari Sciortino
Fermare i preparativi di guerra!
Educare i giovani alla giustizia e alla pace De Capitani
Trinità come modello da perseguire De Capitani
Le tre violazioni americane Cassese
Il mostro di Al Qaeda Spinelli
I funerali di Vittorio Arrigoni
Due disastri provocati dall’uomo Galtung
Libia, galleggia il cavalier Travicello La Valle
Sveglia pacifisti Peyretti
Opposizione integrale alla guerra Movimento nonviolento
Così non si difendono i diritti umani Lotti
Odissea della politica Giudici
No alla guerra: principio non negoziabile Bettazzi
Dalla competizione alla cooperazione (Martirani)
La vendetta afgana La Valle
Guerra in Afghanistan: missione di pace? Nogaro
La pace al centro della teologia di Luigi Sartori
Vent’anni dopo il muro abbattuto di Piero Stefani
È più importante la verità o la pace?
Il modello biblico di liberazione e pace
Ha ancora senso la difesa armata nell’era atomica?
Riconciliazione, perdono, verità: guardare avanti
Memoria e profezia per costruire la pace
Dalla cristianità alla pace per tutti
Pace e laicità tra derive clericali e laiciste
L’impegno di Bonhoeffer per la pace
Bonhoeffer testimone di fede e laicità
Violenza del potere e forza della non violenza
Non è più tempo di delega e dipendenza (samaritana)
Scuola, educazione militare Anfossi
E il fucile entrò a scuolaMerlo
La banalità del male De Capitani
CRITICA TESTUALE E AUTENTICITÀ DEL MESSAGGIO
Si deve premettere che lunghi secoli di trascrizioni manuali e traduzioni nelle diverse lingue della storia, hanno costituito altrettante possibilità di modificare il testo originario degli antichi manoscritti, sia per errori materiali, sia per il desiderio – talvolta encomiabile – di renderli meglio fruibili dai lettori. È per questo che oggi disponiamo di diverse versioni anche dei testi sacri. La critica testuale è la disciplina preposta ad individuare le versioni più vicine all’originale. Una seconda premessa è che ai tempi in cui sono state redatte le Scritture, la distinzione tra politica e religione non era così chiara come lo è oggi per noi: la religione era forse più un fattore d’identità e di tradizione, che non una scelta libera e responsabile. L’annuncio evangelico ha sostanzialmente interrotto la prima concezione di religione, per introdurre – non certo senza difficoltà e contraddizioni – la seconda, quella che oggi spesso chiamiamo fede anziché religione (v. scheda). Con ciò si può spiegare il travaglio da cui è nata quella che può essere considerata la madre di tutte le divisioni: la frattura avvenuta nel primo secolo tra ebrei e cristiani. Tracce di questa frattura possono essere trovate anche nel concilio di Gerusalemme (At 15). Alla base di questa secolare contrapposizione, culminata nell’immane tragedia della Shoah, vi sono anche scorrettezze nelle interpretazioni di alcuni passi biblici, cioè aspetti meramente conoscitivi.
Un solo popolo? Tra i brani incriminati se ne può ricordare uno tratto dalla lettera di Paolo agli Efesini (2,11-18). In particolare fino a pochi anni addietro la traduzione della Cei recitava, riferendosi a Cristo: Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due (ebrei e pagani) un popolo solo (2,14). Il testo originario parla di una cosa, non di un popolo. Il risultato è evidente: questo popolo, nell’intenzione dei precedenti traduttori, era il popolo cristiano, il fondamento del regime di cristianità. Regime, si ricorda, che prevedeva l’imposizione a tutti della stessa religione, la difesa della stessa anche con la spada, l’unione fra trono e altare… L’accento di questo passo invece è da porre sui termini, ripetuti quasi ossessivamente, di pace (per i lontani e i vicini), riconciliazione, abbattimento dei muri di separazione e di inimicizia. Un invito alla tolleranza e alla comprensione di chi la pensa diversamente da noi.
Universalismo della pace. Nella Bibbia la pace è annunciata a tutti, non solo ai credenti, né, tanto meno, ai soli cristiani. Ecco, tra le tante, alcune citazioni: annuncerà la pace alle genti (Zc 9,10); pace ai lontani e ai vicini (Is 57,19); pace in terra agli uomini oggetto della benevolenza divina (Lc 2,14). Così l’impegno per la pace ha un fondamento anche teologico per i credenti, ma è rivolto a tutti: è un impegno politico. Anche Dossetti, che ha interpretato il precedente brano degli Efesini ai fini di un discorso di laicità della politica, ritiene che la pace non vada intesa in senso spiritualistico, ma come composizione reale dei conflitti umani. Il passo in cui Gesù afferma di non essere venuto a portare la pace ma la divisione[1], si riferisce invece all’inevitabile divisione tra chi aderisce alla fede e chi non vi aderisce, tra radicalità evangelica e conformismo mondano. Un altro esempio di traduzione scorretta (se pure, anche qui, con le migliori intenzioni) è contenuto nel terzo brano appena sopra citato. Fino a pochi anni fa veniva tradotto: pace in terra agli uomini di buona volontà. Poiché tra chi non aderisce alla fede cristiana vi è una quota di persone di retta intenzione, la chiesa si è sentita in dovere di rivolgersi anche ad esse, a cominciare con Giovanni 23° nella Pacem in terris e Paolo 6° nella Populorum progressio. Ma perché escludere gli uomini di non buona volontà? Non può essere esercitato un magistero anche su di loro? Nella traduzione corretta: gli uomini oggetto della benevolenza divina sono compresi evidentemente tutti gli uomini, senza discriminazione alcuna.
In definitiva, i passi biblici e le idee sopra richiamate sulla pace e la tolleranza, non erano evidentemente presenti né agli ebrei né ai primi cristiani, quando sancirono la loro reciproca ostilità, fino ad arrivare dopo qualche secolo all’accusa di deicidio e alla persecuzione degli ebrei da parte della cristianità. La critica testuale oggi ha consentito di eliminare la validità delle interpretazioni particolaristiche, come quelle che hanno consentito di fondare il regime di cristianità. Errate interpretazioni e mancanza di conoscenze, come la distinzione tra fede e religione, possono spiegare alcune motivazioni delle divisioni tra i credenti, a cominciare da quella tra ebrei e cristiani – che pure credono nello stesso Dio. Tutte le cause di queste divisioni – teoriche, pratiche, psicologiche… – dovrebbero essere a fondo studiate al fine di non più ripetere gli errori. Le Scritture in effetti, come confermano gli studi sui testi, non vogliono le divisioni e le guerre, ma la riconciliazione e la pace. Forse ha ragione chi ritiene – come Bruno Hussar, il fondatore in Israele del Villaggio della pace Nevé Shalom – la necessità, per la comunità cristiana, di recuperare definitivamente le proprie radici ebraiche, ripristinando la situazione precedente alla grave frattura con la sinagoga. Tutte le rotture successive tra i cristiani, nel corso dei secoli, non sarebbero infatti che pallidi riflessi di quella prima, originaria frattura tra ebrei e cristiani. Un prossimo concilio, conclude Hussar, dovrebbe essere, di fatto, un secondo Concilio di Gerusalemme, chiamato a sancire la riconciliazione definitiva con i “fratelli maggiori” ebrei.
[1] Mt 10,34-36; Lc 12,51-53
Per riflettere:
-errori di trascrizione e traduzione degli antichi manoscritti;
-fede non coincide con religione;
-rottura tra ebrei e cristiani, madre di tutte le divisioni;
-errore di traduzione di Efesini 2 per legittimare il regime di cristianità;
-pace come finalità teologica e anche politica;
-recuperare le radici ebraiche del cristianesimo;
-è necessario un secondo Concilio di Gerusalemme.