Brianzecum

agosto 22, 2010

INDICE PROFEZIA E SEGNI DEI TEMPI

Filed under: Uncategorized — brianzecum @ 9:25 PM

I piromani  La Valle

L’amore che rende tutti amici  De Capitani

La concretezza della via verso il sogno  Casati

Appoggio a papa Francesco  Boff

La parte nascosta di Dio e degli uomini  De Capitani

È tempo di profezia

Segni dei tempi o barbarie dei tempi?

Parrocchia e vocazione messianica

Chiese e profezia

agosto 19, 2010

SCHEDE TRATTE DAL CORSO DI TEOLOGIA PER LAICI

Filed under: Uncategorized — brianzecum @ 9:19 PM

Zona pastorale di Lecco

Valdesi, la profezia della libertà

Valdo, un profeta contro l’eresia

Teologia delle religioni

Fondamentalismo e relativismo: uso distorto della verità

Semplicità e umanità: forza dell’islam

Islam: sincerità del Profeta

INDICE SCHEDE TRATTE DA INCONTRI MEIC

Filed under: Uncategorized — brianzecum @ 2:34 PM

Una chiesa ancora costantiniana?  Xeres

La parola della croce  (Castenetto)

Responsabilità del laicato (Cereti)

A sua immagine e somiglianza   (Stefani)

Sul disastro antropologico Meic Sardegna

La laicità dei credenti  (Stefani)

Le scissioni della cultura contemporanea (Dotti)

Impresa sociale  (Dotti)

Introdurre principi democratici nell’economia e nell’informazione (Piana)

Si può parlare di economia del dono? (Piana)

E’ l’ora che l’economia non trascuri più l’etica (Piana)

agosto 15, 2010

INDICE LETTURA ECUMENICA DEL VANGELO DI MARCO

Filed under: Uncategorized — brianzecum @ 9:32 am

in 20 schede didattico-divulgative,oltre ad una introduttiva-metodologica

0. Introduzione:   La verità delle scritture

1. (1,1-13)           Un percorso che porta al dialogo

2. (1,14-20)         Conversione

3. (1,21-45)         Fare, non solo dire

4. (2,1-3,6)          La novità dell’evangelo

5. (3,7-35)           L’anticristo che c’è in noi

6. (4,1-34)           Annunciare in parabole

7. (4,35-5,43)      Crescere nella fede

8. (6,1-56)           Quale missione?

9. (7,1-37)           Rischiare nella fede

10. (8,1-26)         Occhi per vedere oltre le apparenze

11. (8,27-9,13)    Via della croce e destino di felicità

12. (9,14-50)       Fede in Dio e fiducia negli uomini

13. (10,1-52)       Autorità ai piccoli

14. (11,1-33)       Il culto decaduto

15. (12,1-44)       Totalità per il discepolo

16. (13,1-37)       Vigilare, cioè impegnarsi nel presente

17. (14,1-21)       Fede o disperazione

18. (14,22-31)     Eucaristia: la vita come dono

19. (14,32-15,47) “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

20. (16,1-20)       Nell’assenza di Dio, la resurrezione

INDICE SCHEDE TRATTE DALLE SETTIMANE DI MOTTA

Filed under: Uncategorized — brianzecum @ 9:22 am

2001

Uomo nuovo che guarda alla terra

2006

Difendere la tradizione dai tradizionalisti (Stefani)

Pace e laicità tra derive clericali e laiciste

2007

Dalla cristianità alla pace per tutti (Stefani)

È più importante la verità o la pace?  (Stefani)

Il modello biblico di liberazione e pace (Stefani)

Memoria e profezia per costruire la pace (Stefani)

Bonhoeffer testimone di fede e laicità (De Bernardis)

L’impegno di Bonhoeffer per la pace (De Bernardis)

2008

Ha ancora senso la difesa armata nell’era atomica?  (Stefani)

Segni dei tempi o barbarie dei tempi?  (Stefani)

Riconciliazione, perdono, verità: guardare avanti (Stefani)

Vocazione universalista del costituzionalismo (Onida)

Sovranità parola da abolire (Onida)

2009

Come se Dio ci fosse o non ci fosse?  (Stefani)

Cristianesimo: religione o fede? (Stefani)

Inculturazione critica della fede (Stefani)

Non sempre la storia partorisce la verità (Stefani)

Superare i dualismi del passato (Stefani)

Quali fondamenta per la democrazia?  (Totaro)

Contro la crisi della democrazia alzare l’asticella (Totaro)

Verso un nuovo individualismo?  (Totaro)

Paura o speranza?  (Boccaccini)

Rivalità o collaborazione tra Stato e chiesa?  (Boccaccini)

Integrare gli immigrati conviene (Boccaccini)

2010

Parrocchia e vocazione messianica

2011

Storia, Tradizione, prospettiva escatologica  Stefani

2012

La coscienza da un concilio all’altro  Stefani

Il nostro Dio è il Dio di tutti  Stefani

2017 (Torre Pellice)

La parola della croce  Stefani

La verità del vangelo Stefani

INDICE PACE NONVIOLENZA

Filed under: Uncategorized — brianzecum @ 9:06 am

” La violenza è l’ultimo rifugio degli incompetenti” Isaac Asimov

LINKS:

http://www.neotopia.it/

http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it/06aprile2013/assemblea06042013.asp (sull’enciclica Pacem in terris)

http://serenoregis.org

http://www.ildialogo.org/LeInC.php?f=12&s=pace

http://www.centrostudi-px.it/

http://www.peacelink.it/

http://nonviolenti.org/cms/

http://www.mosaicodipace.it/

IN QUESTO SITO:

L’uso militare nascosto della tecnologia 5G  Dinucci

Noi non ci stiamo Pax Christi

Fu un sacrificio (caso Moro)

Il pianeta delle armi  Caddalanu

L’amore come risposta alla crisi  La Valle

La pace che viene dal profondo  De Capitani

I piromani  La Valle

Verso un mondo meno violento?  La Valle

Che cosa è la non violenza cristiana  Drago

La nonviolenza messaggio di papa Francesco 1-1-2017

Appoggio al messaggio del papa  WaC

Pace come completezza  De Capitani

L’egocentrismo è mortale  Peyretti

Matite temperate e fucili spezzati

L’intervento militare secondo due cardinali  Stefani

Le buone notizie che non piacciono al potere  Giorgi

Difendiamo i nostri bambini  Giorgi

Breve storia della violenza  Giorgi

Con tutti i perseguitati  Sequeri

La non esaudita preghiera della pace  Stefani

Pace e Resistenza  Cadalanu

Democrazia e difesa  Peyretti

No F 35  Appello

L’irresistibile attrazione del vecchio  La Valle

USA: uno Stato fallito?  Galtung

Un Dio punitore?  Stefani

Violenza: non avrai altro Dio  Mancuso

Violenza: quel giusto equilibrio tra cuore e mente  Mancuso

Papa Francesco e la economia politica dell’esclusione  Boff

Non esiste violenza naturale nell’uomo  Giorgi

Prevenire alla radice  Giorgi

Al principio dell’autunno  Stefani

intervista a Veronesi

Appello di Zanotelli su armi e politica

Appello di Pax Christi per le elezioni

Giornata mondiale della pace  De Capitani

Un diritto non è mai un pericolo  Saraceno

Pier Cesare Bori  Peyretti

Nonviolenza e Teologia della liberazione  Drago

Tagli alle spese militari  Sciortino

Fermare i preparativi di guerra!

Educare i giovani alla giustizia e alla pace  De Capitani

Trinità come modello da perseguire  De Capitani

Messaggio finale Kingston

Solo la pace è giusta!

Le tre violazioni americane  Cassese

Il mostro di Al Qaeda   Spinelli

I funerali di Vittorio Arrigoni

Due disastri provocati dall’uomo Galtung

Libia, galleggia il cavalier Travicello La Valle

Sveglia pacifisti Peyretti

Opposizione integrale alla guerra Movimento nonviolento

Così non si difendono i diritti umani Lotti

Odissea della politica Giudici

No alla guerra: principio non negoziabile Bettazzi

Dalla competizione alla cooperazione (Martirani)

La vendetta afgana La Valle

Guerra in Afghanistan: missione di pace? Nogaro

La pace al centro della teologia di Luigi Sartori

Vent’anni dopo il muro abbattuto di Piero Stefani

È più importante la verità o la pace?

Il modello biblico di liberazione e pace

Ha ancora senso la difesa armata nell’era atomica?

Riconciliazione, perdono, verità: guardare avanti

Memoria e profezia per costruire la pace

Dalla cristianità alla pace per tutti

Pace e laicità tra derive clericali e laiciste

L’impegno di Bonhoeffer per la pace

Bonhoeffer testimone di fede e laicità

Violenza del potere e forza della non violenza

Sacralità e violenza

Non è più tempo di delega e dipendenza (samaritana)

Scuola, educazione militare Anfossi

E il fucile entrò a scuolaMerlo

La banalità del male De Capitani

Forze armate: non c’è nulla da festeggiare  Lotti

DOSSIER GUERRA IN LIBIA

giugno 29, 2010

DALLA CRISTIANITÀ ALLA PACE PER TUTTI*

CRITICA TESTUALE E AUTENTICITÀ DEL MESSAGGIO

Si deve premettere che lunghi secoli di trascrizioni manuali e traduzioni nelle diverse lingue della storia, hanno costituito altrettante possibilità di modificare il testo originario degli antichi manoscritti, sia per errori materiali, sia per il desiderio – talvolta encomiabile – di renderli meglio fruibili dai lettori. È per questo che oggi disponiamo di diverse versioni anche dei testi sacri. La critica testuale è la disciplina preposta ad individuare le versioni più vicine all’originale. Una seconda premessa è che ai tempi in cui sono state redatte le Scritture, la distinzione tra politica e religione non era così chiara come lo è oggi per noi: la religione era forse più un fattore d’identità e di tradizione, che non una scelta libera e responsabile. L’annuncio evangelico ha sostanzialmente interrotto la prima concezione di religione, per introdurre – non certo senza difficoltà e contraddizioni – la seconda, quella che oggi spesso chiamiamo fede anziché religione (v. scheda). Con ciò si può spiegare il travaglio da cui è nata quella che può essere considerata la madre di tutte le divisioni: la frattura avvenuta nel primo secolo tra ebrei e cristiani. Tracce di questa frattura possono essere trovate anche nel concilio di Gerusalemme (At 15). Alla base di questa secolare contrapposizione, culminata nell’immane tragedia della Shoah, vi sono anche scorrettezze nelle interpretazioni di alcuni passi biblici, cioè aspetti meramente conoscitivi.

Un solo popolo? Tra i brani incriminati se ne può ricordare uno tratto dalla lettera di Paolo agli Efesini (2,11-18). In particolare fino a pochi anni addietro la traduzione della Cei recitava, riferendosi a Cristo: Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due (ebrei e pagani) un popolo solo (2,14). Il testo originario parla di una cosa, non di un popolo. Il risultato è evidente: questo popolo, nell’intenzione dei precedenti traduttori, era il popolo cristiano, il fondamento del regime di cristianità. Regime, si ricorda, che prevedeva l’imposizione a tutti della stessa religione, la difesa della stessa anche con la spada, l’unione fra trono e altare… L’accento di questo passo invece è da porre sui termini, ripetuti quasi ossessivamente, di pace (per i lontani e i vicini), riconciliazione, abbattimento dei muri di separazione e di inimicizia. Un invito alla tolleranza e alla comprensione di chi la pensa diversamente da noi.

Universalismo della pace. Nella Bibbia la pace è annunciata a tutti, non solo ai credenti, né, tanto meno, ai soli cristiani. Ecco, tra le tante, alcune citazioni: annuncerà la pace alle genti (Zc 9,10); pace ai lontani e ai vicini (Is 57,19); pace in terra agli uomini oggetto della benevolenza divina (Lc 2,14). Così l’impegno per la pace ha un fondamento anche teologico per i credenti, ma è rivolto a tutti: è un impegno politico. Anche Dossetti, che ha interpretato il precedente brano degli Efesini ai fini di un discorso di laicità della politica, ritiene che la pace non vada intesa in senso spiritualistico, ma come composizione reale dei conflitti umani. Il passo in cui Gesù afferma di non essere venuto a portare la pace ma la divisione[1], si riferisce invece all’inevitabile divisione tra chi aderisce alla fede e chi non vi aderisce, tra radicalità evangelica e conformismo mondano. Un altro esempio di traduzione scorretta (se pure, anche qui, con le migliori intenzioni) è contenuto nel terzo brano appena sopra citato. Fino a pochi anni fa veniva tradotto: pace in terra agli uomini di buona volontà. Poiché tra chi non aderisce alla fede cristiana vi è una quota di persone di retta intenzione, la chiesa si è sentita in dovere di rivolgersi anche ad esse, a cominciare con Giovanni 23° nella Pacem in terris e Paolo 6° nella Populorum progressio. Ma perché escludere gli uomini di non buona volontà? Non può essere esercitato un magistero anche su di loro? Nella traduzione corretta: gli uomini oggetto della benevolenza divina sono compresi evidentemente tutti gli uomini, senza discriminazione alcuna.

In definitiva, i passi biblici e le idee sopra richiamate sulla pace e la tolleranza, non erano evidentemente presenti né agli ebrei né ai primi cristiani, quando sancirono la loro reciproca ostilità, fino ad arrivare dopo qualche secolo all’accusa di deicidio e alla persecuzione degli ebrei da parte della cristianità. La critica testuale oggi ha consentito di eliminare la validità delle interpretazioni particolaristiche, come quelle che hanno consentito di fondare il regime di cristianità. Errate interpretazioni e mancanza di conoscenze, come la distinzione tra fede e religione, possono spiegare alcune motivazioni delle divisioni tra i credenti, a cominciare da quella tra ebrei e cristiani – che pure credono nello stesso Dio. Tutte le cause di queste divisioni – teoriche, pratiche, psicologiche… – dovrebbero essere a fondo studiate al fine di non più ripetere gli errori. Le Scritture in effetti, come confermano gli studi sui testi, non vogliono le divisioni e le guerre, ma la riconciliazione e la pace. Forse ha ragione chi ritiene – come Bruno Hussar, il fondatore in Israele del Villaggio della pace Nevé Shalom – la necessità, per la comunità cristiana, di recuperare definitivamente le proprie radici ebraiche, ripristinando la situazione precedente alla grave frattura con la sinagoga. Tutte le rotture successive tra i cristiani, nel corso dei secoli, non sarebbero infatti che pallidi riflessi di quella prima, originaria frattura tra ebrei e cristiani. Un prossimo concilio, conclude Hussar, dovrebbe essere, di fatto, un secondo Concilio di Gerusalemme, chiamato a sancire la riconciliazione definitiva con i “fratelli maggiori” ebrei.


* Scheda tratta in prevalenza dagli interventi del prof. Piero Stefani alla settimana estiva di Motta 2007 sulla pace, organizzata dalla Comunità di via Sambuco 13, Milano.

[1] Mt 10,34-36; Lc 12,51-53

Per riflettere:

-errori di trascrizione e traduzione degli antichi manoscritti;

-fede non coincide con religione;

-rottura tra ebrei e cristiani, madre di tutte le divisioni;

-errore di traduzione di Efesini 2 per legittimare il regime di cristianità;

-pace come finalità teologica e anche politica;

-recuperare le radici ebraiche del cristianesimo;

-è necessario un secondo Concilio di Gerusalemme.


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