LA REAZIONE DEI COMBONIANI
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L’indignazione e la replica dei missionari comboniani alla strumentalizzazione del rosario e della religione inscenata dal ministro Salvini in piazza Duomo a Milano per un puro tornaconto elettorale
Noi
Missionari Comboniani in Italia siamo schierati. Portiamo nel cuore
il Vangelo che si fa strada con le Afriche della storia. Che non
scende a compromessi e strategie di marketing. Né elettorali né di
svendita becera dei piccoli in nome del denaro.
Ci indigna
profondamente l’utilizzo strumentale del rosario, baciato sabato
scorso in piazza Duomo a Milano dal ministro dell’interno,
chiedendo voti alla Madonna. Rosario che è segno della tenerezza di
Dio, macchiato dal sangue dei migranti che ancora muoiono nel
Mediterraneo: 60 la settimana scorsa, nel silenzio dell’indifferenza
dei caini del mondo.
Ci rivolta dentro il richiamo ai papi del
passato per farne strumento della strategia fascista dell’esclusione
degli ultimi. Di chi bussa alle nostre porte chiedendo di aprire i
porti. Come la nave Sea Watch di queste ore. Nave che accoglie chi
scappa da mondi inquinati dai gas serra della nostra sete di materie
prime per mantenere uno stile di vita sempre più insostenibile. Che
pesa sulle spalle degli impoveriti.
Ci ripugna il richiamo alla
vittoria elettorale in nome della madre di Gesù di Nazareth che
cammina con gli “scarti” del mondo per innalzare gli umili.
Sempre dalla parte dei perdenti della globalizzazione dei profitti.
La carne di Cristo sulla terra. “Ero forestiero e mi avete accolto”
(Mt 25,35).
Ci aggredisce l’arroganza d’invitare la gente a
reagire durante le celebrazioni in chiesa di fronte ai preti che
predicano “porti aperti”. Dettando legge in nome dei vescovi.
Ci
dà coraggio e ci fa resistere, contro questa onda di disprezzo e
disumanità, condividere il sogno di Dio: ridestare la speranza tra
la gente che un mondo radicalmente altro, interculturale, aperto,
inclusivo e solidale è urgente e dipende da ognuno di noi. Da chi
non tace e, con la determinazione della nonviolenza del Vangelo,
grida con la sua vita che non ci sta con il razzismo dilagante di chi
vuole stravolgere l’immagine vera del Dio della vita.
I
Missionari Comboniani ci sono. Alzano la voce. Scendono in strada,
non fanno calcoli e stanno da una parte precisa. Quella degli
oppressi da un’economia che uccide. Prima e sempre.
I
Missionari Comboniani d’Italia
Verona, 20 maggio 2019
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