Brianzecum

settembre 20, 2012

TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE

ORIGINI, CONTENUTI, PRINCIPALI VICENDE ED ESPONENTI

Fonte: Wikipedia (sintesi)

È una riflessione teologica  tendente a evidenziare i valori di emancipazione sociale e politica presenti nel messaggio cristiano, rilanciati dal Concilio Vaticano II. L’inizio della teologia della liberazione (tdl) viene spesso indicato nella riunione del Consiglio Episcopale Latino-americano (CELAM) di Medellín (Colombia) del 1968. Il contesto storico dell’America Latina era caratterizzato dal diffondersi delle dittature militari e dei regimi repressivi, oltre alla secolare povertà delle masse. Alcuni teologi e, nel 1968 anche i rappresentanti della gerarchia ecclesiastica sudamericana, presero posizione in favore delle popolazioni più diseredate e delle loro lotte, pronunciandosi per una chiesa popolare e socialmente attiva. Nata in America latina, la tdl non è estranea ad altre esperienze originate in prevalenza dal rinnovamento conciliare. Notevole diffusione ebbero ad es. le comunità ecclesiali di base, nuclei ecumenici impegnati a vivere e diffondere una fede attivamente partecipativa dei problemi della società: solo in Brasile ne nacquero circa 100.000. Si ricordano anche il movimento dei preti operai, in Europa; quello contro l’apartheid, in Sudafrica col vescovo Tutu; la lotta per i diritti civili dei neri negli Stati Uniti, condotta dal pastore Martin Luther King; e molto altro ancora.

Povertà.  La tematica della liberazione cominciò ad essere affrontata nel Concilio tra i teologi che avevano promosso la redazione della Gaudium et Spes: si discusse sulla povertà della Chiesa e sulla sua solidarietà con le situazioni di oppressione; esperienza che era propria delle Chiese del cosiddetto “Terzo Mondo”, allora in pieno fermento sociale e politico. Questo dibattito conciliare, animato anche dal vescovo brasiliano Helder Camara, sostenitore pure della nonviolenza, ispirò il peruviano Gustavo Gutièrrez per il suo “Teologia della Liberazione”, libro del 1973 con cui veniva coniato il temine di questa forma di teologia. Nell’agosto del 1975, si tiene il congresso teologico del Messico con più di settecento specialisti, seguito, l’anno successivo, dalla pubblicazione di un libro su “Teologia della cattività e della liberazione” del francescano Leonardo Boff. Nel 1979, durante la III conferenza generale della CELAM, a Puebla, i vescovi definiscono ulteriormente il concetto di opzione preferenziale dei poveri.

Opposizione vaticana.  Come già notato, insieme alla discussione dei teologi, era l’intero episcopato latino americano ad assumersi il compito di essere al fianco delle lotte di liberazione del popolo. Successivamente però si evidenziò l’emergere di una forte opposizione da parte di settori conservatori della gerarchia ecclesiastica alle tesi della tdl, accusata di eccessiva contiguità col marxismo ed i suoi metodi. Negli anni ottanta, con il papato di Giovanni Paolo II, l’opposizione andò rafforzandosi. Gli ideologi ed i protagonisti della tdl furono progressivamente allontanati dai vertici della gerarchia, realizzando una sorta di epurazione non dichiarata. Leonardo Boff ad es. subì diversi processi ecclesiastici per poi abbandonare, nel 1992, l’ordine francescano. Già in uno dei suoi primi viaggi apostolici in Messico, nel gennaio del 1979, papa Giovanni Paolo II dichiarò che la «concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di Nazaret, non si compagina con la catechesi della Chiesa».

Posizioni contrastanti.  Lo stesso papa sollecitò dalla Congregazione per la dottrina della fede, presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger due studi sulla tdl: Libertatis Nuntius (1984) e Libertatis Conscientia (1986). In entrambi, si considerava, in sostanza, che nonostante la vicinanza della Chiesa cattolica ai poveri, la tendenza della tdl ad accettare postulati marxisti e di altre ideologie politiche non era compatibile con la dottrina sociale della Chiesa cattolica, specialmente nell’assunto in cui quella teologia sosteneva che la redenzione fosse ottenibile attraverso un compromesso con le esigenze di riscatto sociale dei poveri.Tali giudizi fortemente critici e la forte pressione dei settori conservatori della Chiesa, come l’Opus Dei, spinsero verso la negazione di un appoggio della Santa Sede richiesto da monsignor Oscar Romero, anche se poi lo stesso papa Giovanni Paolo II, ha riconosciuto che la tdl ha avuto un ruolo «buono, utile e necessario» per la difesa dei poveri, in una lettera rivolta alla Conferenza Episcopale Brasiliana. Egli stesso assume, nel suo magistero sociale, come nella Centesimus annus, la tematica della liberazione come compito della Chiesa del nostro tempo. Inoltre, nel documento L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, pubblicato dalla Pontificia Commissione Biblica nel 1993, l’approccio ermeneutico della tdl nella lettura delle Sacre Scritture (e, con esso, ogni approccio “contestuale”, come quello femminista), viene riconosciuto importante per una comprensione più adeguata del Vangelo. Tra le notizie più recenti dal Vaticano si può ricordare nel marzo 2007 la condanna delle tesi contenute in due libri del teologo della liberazione Sobrino per aver eletto i poveri a “luogo teologico fondamentale” – cioè a principale fonte di conoscenza – al posto della “fede apostolica trasmessa attraverso la Chiesa a tutte le generazioni”. Di contro, nel luglio 2012 il neo prefetto della congregazione della fede Mueller (che in passato si è molto interessato alla tdl) ha rilasciato una dichiarazione secondo cui esiste una tdl sbagliata ed una corretta.

Attualità della teologia della liberazione:  ha ripreso la centralità della beatitudine dei poveri, proclamata nel Vangelo e nella tradizione ecclesiale, coniugandola con il processo di liberazione dalla povertà tramite la trasformazione sociale e politica. In seguito, nella tdl sono stati gli stessi poveri a divenire protagonisti del proprio affrancamento dall’oppressione, sia nella pratica (la “teologia prima”), sia nella riflessione teorica (definita “teologia seconda”, cioè conseguente alla prassi). Alla riflessione, si aggiunge la denuncia dell’economia di mercato e l’alienazione che il capitalismo causa a milioni di persone nel mondo. Oggi, grazie soprattutto al contributo di Leonardo Boff – con le sue numerose pubblicazioni, come: “Ecologia, mondialità, mistica”, o l’ultima: “Spiritualità per un altro mondo possibile” – la tdl ha sviluppato un filone nuovo. Ha scoperto lo stretto legame cosmico e mistico di necessaria interdipendenza tra solidarietà, che gli esseri umani sono chiamati ad avere tra loro, e quella che devono avere con la natura, nell’aut aut tra homo sapiens e homo demens. Ossia come riscoperta dell’ambiente e di una rinnovata cura ecologica, e ha sposato le tesi e l’azione del movimento altermondialista (detto anche “no-global“), in cui alla contestazione del neoliberismo si aggiunge la promozione della pace fondata sulla giustizia e la richiesta di una partecipazione democratica efficace da parte dei movimenti di base. A seguito degli scontri più forti tra la gerarchia della Chiesa e il movimento della tdl, si è giunti a sposare le tesi della teologia radicale e politica, europea e statunitense, unendosi quindi nella richiesta di una reale partecipazione dei laici e delle donne alla vita e alla guida della Chiesa, al decentramento del potere ecclesiale e all’inculturazione del Vangelo nelle Chiese e nelle tradizioni locali, al macroecumenismo (condivisione di riflessione e impegno, cioè, allargata alle grandi religioni mondiali), al pluralismo nelle questioni riguardanti la salvezza, in cui il ruolo di Gesù Cristo, pur non marginalizzato, non risulti più esclusivo delle altre esperienze religiose umane.

Sintesi degli elementi centrali della Teologia della Liberazione

Fra le  tesi  di questa teologia vi sono:

  1. La liberazione è conseguenza della presa di coscienza della realtà socioeconomica latinoamericana.
  2. La situazione attuale della maggioranza dei latinoamericani contraddice il disegno divino e la povertà è un peccato sociale.
  3. La salvezza cristiana include una “liberazione integrale” dell’uomo e raggruppa per questo anche la liberazione economica, politica, sociale e ideologica, come visibili segni della dignità umana.
  4. Non vi sono solo peccatori, ma anche persecutori che opprimono e vittime del peccato che richiedono giustizia.

Fra gli  impegni teorici e operativi  che conseguono dalle tesi vi sono:

  1. Costante riflessione dell’uomo su se stesso per renderlo creativo a suo vantaggio e a quello della società in cui vive.
  2. Prendere coscienza della forte disuguaglianza sociale tra società opulente e popoli votati alla miseria, ponendosi al fianco dei poveri, che sono le membra sofferenti del corpo crocifisso di Cristo, senza avallare perciò tesi che si avvicinino ad un cristianesimo classista e rivoluzionario. La rivoluzione del vangelo è l’amore, non la lotta. La giustizia sociale è sorella della carità.
  3. Rivendicare la democrazia approfondendo la presa di coscienza delle popolazioni riguardo ai loro veri nemici, per trasformare l’attuale sistema sociale ed economico.
  4. Eliminare la povertà, la mancanza di opportunità e le ingiustizie sociali, garantendo l’accesso all’istruzione, alla sanità, ecc.
  5. Creare un uomo nuovo, come condizione indispensabile per assicurare il successo delle trasformazioni sociali. L’uomo solidale e creativo deve essere il motore dell’attività umana in contrapposizione alla mentalità capitalista della speculazione e della logica del profitto.
  6. Libera accettazione della dottrina evangelica, ossia procurare innanzi tutto condizioni di vita dignitose e poi, se la persona lo vuole, perseguire l’attività pastorale, diversamente da prima, in cui finché le missioni cristiane sfamavano le persone, allora queste si dichiaravano cristiane.

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